L'AUTOCERTIFICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

Da oltre tre anni sono entrate in vigore, con la Legge 127 del 1997 e il Decreto del Presidente della Repubblica n. 403 del 1998, le norme sulla "semplificazione amministrativa" che hanno in parte modificato l'atteggiamento della pubblica amministrazione verso i cittadini. Grazie a queste nuove norme, infatti, la maggior parte dei certificati che in precedenza erano rilasciati dalle "Circoscrizioni" può essere ora scritta e sottoscritta direttamente dall'interessato.

Tra tutti i documenti che l'Istituto mutuante può richiedere ai fini dell'erogazione di un mutuo ve ne sono alcuni che potrebbero essere autocertificati, ma ad una condizione: che l'istituto accolga l'autocertificazione. La legge stabilisce, infatti, che questa è utilizzabile sempre nel rapporto con La pubblica amministrazione i gestori di servizi pubblici, ma i privati (banche, istituti finanziari, assicurazioni...) non sono tenuti ad accettarla. Tuttavia, qualora questi la accolgano, i documenti autocertificati devono essere accompagnati dalla fotocopia di un valido documento di riconoscimento.
La necessità della presenza di una fotocopia di un valido documento di riconoscimento insieme ai documenti autocertificati vale soprattutto per gli atti di notorietà, qualora non siano sottoscritti (firmati) davanti all'impiegato addetto. In particolare possono essere attestati in modo definitivo e senza presentare ulteriore documentazione: tutti i fatti, stati e qualità personali (tra i quali il reddito, l'assenza di condanne penali, tutti i dati sullo stato civile) conosciuti direttamente dal cittadino interessato; stati, fatti e qualità di cui si è a conoscenza e che riguardano un'altra persona; la conformità di una copia all'originale. Una grande opportunità che però, si ricorda, non corrisponde necessariamente ad un diritto qualora si abbia a che fare con aziende private, quali banche o finanziarie.