IL RISPARMIO ENERGETICO

Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza e la preoccupazione per l’esaurimento delle risorse energetiche, ma pochi sono stati gli interventi per diminuire la dipendenza dalle fonti fossili, che rimangono le più utilizzate, specialmente in tre macrosettori:

  • la produzione di energia elettrica;
  • la mobilità di merci e persone;
  • il riscaldamento\raffrescamento e l’illuminazione degli ambienti.

Il settore residenziale, che secondo stime europee consuma il 45% dell’energia prodotta ed è responsabile del 50% dell’inquinamento atmosferico, ha visto un crescente interesse da parte degli organi europei.

La Direttiva europea “Energy Performance of Building 2002/91/CE” mette in evidenza proprio la necessità di un cambiamento sostanziale nel modo di edificare, attraverso un sistema di regolamentazione e monitoraggio dell’efficienza degli edifici di nuova fabbricazione, con l’obiettivo di raggiungere una sempre maggior efficienza e avvicinare i consumi medi annui del settore residenziale europeo (circa 70 kWh/m2 in Germania e circa 200Kwh/m2 in Italia). È importante fornire all’utente finale la consapevolezza che l’utilizzo intelligente dell’energia produce risultati soddisfacenti, sia dal punto di vista ambientale che del risparmio di denaro.

La necessità di riscaldare gli edifici durante l’inverno comporta un elevato consumo di combustibili fossili. In questo caso l’utilizzo di tecnologie innovative e più efficienti permette una gestione ottimale del riscaldamento domestico, attraverso la termoregolazione e la contabilizzazione del calore.

La caldaia rimane centralizzata, ma ogni utente può, attraverso valvole termostatiche applicate sui radiatori al posto delle vecchie, spegnere, ridurre o alzare (entro il limite di legge di 20 gradi in media, più due di tolleranza) la temperatura del proprio appartamento, ufficio o negozio e pagare solo il calore che ha effettivamente consumato, grazie a contatori individuali. Inoltre, impiegando fonti energetiche rinnovabili, i risultati, in termini ambientali ed economici, diventano ancora più interessanti.

Per esempio, utilizzando la biomassa come combustibile, una fonte rinnovabile di cui l’Italia è ricca, si può produrre in modo efficiente ed economico calore per il riscaldamento dell’abitazione e la produzione di acqua calda sanitaria.

Allo stesso modo, attraverso i pannelli solari termici, è possibile avere acqua calda per uso sanitario, coprendo tranquillamente fino all’80% del fabbisogno annuale, con un investimento iniziale che si ammortizza nel giro di pochi anni; è, inoltre, possibile ottenere il riscaldamento degli edifici, risparmiando anche più del 60% delle spese annue.

Dal punto di vista del contenimento dei consumi elettrici, la continua innovazione tecnologica ha prodotto apparecchiature sempre più efficienti che permettono risparmi economici considerevoli.

La “Direttiva 92/75/CEE” sull’obbligo dell’etichettatura energetica per gli elettrodomestici ha dato grande risalto all’efficienza energetica delle apparecchiature domestiche, facendo corrispondere ad una lettera dell’alfabeto – dalla A più virtuosa alla G – l’energia elettrica consumata, a parità di utilizzo, dai diversi modelli in commercio.

Acquistando elettrodomestici di classe energetica A, ad esempio, si può ottenere un risparmio di energia elettrica pari al 30% rispetto a equivalenti di classe energetica C, mentre l’utilizzo di lampade a basso consumo consente un risparmio fino al 50%, rispetto alle lampadine ad incandescenza.

A prezzi correnti, e tenendo in considerazione la vita media di funzionamento delle apparecchiature elettriche, l’investimento iniziale necessario per l’acquisto di prodotti più efficienti è più che ammortizzato dai risparmi che si ottengono.

Oltre ai risultati economici, è sempre importante sottolineare i benefici ambientali:

  • ogni kWh prodotto da fonti fossili è mediamente responsabile dell’emissione di circa ½ kg di CO2nell’atmosfera;
  • ogni kWh risparmiato evita che tale quantità di CO2venga dispersa nell’atmosfera.